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L’importanza dello Sport nell’Educazione e nella Crescita dei Giovani di Alessia Sterle

 

Lo sport entra in Costituzione.

Il 20 settembre 2023 è una data storica per lo Sport.

Con la seconda e ultima deliberazione da parte della Camera dei deputati, è terminato l’iter legislativo per l’approvazione del disegno di legge costituzionale n. 715-B che inserisce lo sport in Costituzione.


La Camera ha approvato all’unanimità la modifica all’art. 33 della Costituzione introducendo il nuovo comma «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme».

 

Lo sport, sia di squadra che individuale, ricopre da sempre un ruolo determinante nella nostra cultura sociale e familiare, grazie alla sua funzione educativa.

Marcel Mauss, antropologo e sociologo francese, definisce la pratica sportiva come “un fatto sociale”, cioè un complesso di attività che comprende ambiti diversi, che vanno da quello puramente sportivo fino ad arrivare alla politica.

Lo sport come specchio della nostra società, che è in grado di trasmettere modelli di vita e pratiche di comportamento più o meno virtuose. Rappresenta un’importantissima occasione di formazione, da un punto di vista motorio e psicologico-emozionale, capace di contribuire alacremente alla formazione delle personalità dei nostri giovani.

Cionondimeno non basta far fare dello sport a bambini e ragazzi per farli crescere al meglio: per i bambini l’attività sportiva deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento, senza costrizioni eccessive che permetta loro di comprendere che nella vita si può vincere ma anche perdere, anche quando si è dato il massimo.

Uno dei valori da sottolineare è quello legato alla disciplina. Strettamente connessa e legata all’attività sportiva, la disciplina svolge un ruolo cruciale per ogni bambino e ragazzo, permettendogli di affrontare nelle migliori condizioni gli allenamenti e le competizioni. I giovani dovranno necessariamente condurre una vita fatta di sane abitudini, regolare ed equilibrata. La disciplina aiuta i giovani, e non solo, ad abituarsi a strutturare il proprio tempo, a rispettare l’impegno preso e i tempi da questo richiesti. Non poca cosa vero?!

L’attività sportiva produce quindi benessere sotto più punti di vista: la crescita cognitiva, la salute, l’inclusione e il rispetto per le culture diverse.

 

Lo sport come strumento educativo? Si! E perché?

Per i bambini lo sport è un gioco che insegna loro ad ascoltare, osservare le regole, a rispettarle, a rispettare i compagni e assai importante a socializzare! In adolescenza, il focus si posta sul fisico, la muscolatura e gli obiettivi da raggiungere.

Possiamo dire che lo sport è a tutti gli effetti una agenzia educativa, con il quale ogni bambino e ragazzo si mette alla prova, sfidando i propri limiti e con il quale può realizzare i propri sogni.

In una società nella quale molti giovani vivono una crisi d’identità che può portare a stati d’animo quali insicurezza, fragilità e vulnerabilità, lo sport assume un ruolo centrale come veicolo educativo, formando prima i giovani in quanto persone e solo dopo gli atleti che diventeranno.

Tutta questa responsabilità viene sostenuta e portata avanti dalla figura dell’allenatore, che assume un ruolo centrale nella vita dei più giovani. Il tecnico sportivo, o per meglio dire il bravo educatore sportivo, ha dunque come mission quella di stimolare l’assunzione di responsabilità, di autonomia e di svincolare l’autostima dei ragazzi dal risultato finale, insegnando loro che si può sbagliare, cadere, farsi male e ricominciare tutto d’accapo.

Ed ecco perché è corretto affermare che la terza figura fondamentale per la crescita del bambino, dopo la famiglia e la scuola, è quella dell’educatore sportivo!

Anche Save the Children, nel blog del 22 aprile 2021, parla dello sport e dell’ambiente sportivo come della «terza agenzia educativa dopo la famiglia e la scuola». Si cita: “In un momento in cui da molte parti si segnala una fase particolarmente delicata vissuta dalle tradizionali agenzie educativeil movimento sportivo non può essere a vantaggio di pochi perché i momenti aggregativi che riesce ad esprimere diventano spesso una vera e propria àncora di salvezza per molti giovani”.

Intraprendere un’attività sportiva migliora e accresce l’autostima del bambino e dell’adolescente; la fiducia in sé stessi viene costantemente stimolata, gestendo passo dopo passo le sfide personali, le sconfitte e le vittorie. Oltre alla gestione dell’autostima, l’ambiente sportivo aiuta i giovani a gestire lo stress e a trovare l’equilibrio necessario tra le sfide scolastiche e quelle sportive. Quindi i valori educativi dello sport offrono un sostegno ai processi di sviluppo di competenze non solo motorie, bensì cognitive, emotive e relazionali, diffondendo valori come il rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente che li circonda.

Sport e scuola possono convivere?

Grande preoccupazione dei genitori è la possibilità di conciliare l’attività sportiva con un buon rendimento scolastico.” Caterina Fazion, di professione giornalista pubblicitaria, scrive di medicina e salute, specialmente in ambito materno-infantile. In un suo articolo per il Magazine della Fondazione Veronesi spiega come gli studi ci dicono che non solo lo sport non rappresenta un impedimento al percorso scolastico, ma aiuta anche a supportarlo. “Grazie allo sport miglioriamo lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei nostri ragazzi e agevoliamo un maggior livello di attenzione.” Maggiore risulta essere anche l’autostima rispetto ai coetanei sedentari.

Lo sport, perciò, si fa veicolo e promotore di valori educativi trasferibili in tutti i contesti culturali dalla primissima infanzia all’età adulta, dalla scuola all’università, al lavoro, al vivere all’intero di una società e farne parte!

 

Qual è la funzione sociale dello sport?

Va da sé che dove ci sia un gruppo c’è un coinvolgimento sociale: lo sport offre l’opportunità di socializzare, fare nuove amicizie e sentirsi parte di una comunità. Specialmente oggigiorno il ruolo che ricopre sta diventando punto nevralgico di socializzazione, del sentirsi parte di un gruppo!

Nelson Mandela affermava che “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo la disperazione”.

L’ “obbligo” di vivere in gruppo, per poi sentirsi parte di un determinato contesto sociale viene considerato da molti sociologi uno dei bisogni primari di ciascun individuo, senza il quale non riuscirebbe a vivere in una condizione di armonia con sé stesso.

Che si tratti di bambini, ragazzi, ma anche di adulti o anziani, lo sport rappresenta una scuola di vita, che sforna ogni giorno nuove regole per imparare a stare con gli altri, a condividere e raggiungere obiettivi difficili, ma non impossibili!

Armi potenti possono essere il senso comune di apparenza e partecipazione! Possono portare a quel cambiamento che da sempre si identifica nello sport, creando una maggiore integrazione tra le parti della società e favorendo una coesione economica.

Lo sport, a prescindere dall’età, dalla religione e dall’origine sociale, ha una valenza aggregativa indiscussa e promuove il benessere fisico e sociale!